CRAFTED SOCIETY, IL NEW LUXURY È ETICO

CRAFTED SOCIETY, IL NEW LUXURY È ETICOÈ nato Crafted Society, nuovo brand di abbigliamento e accessori che concilia lusso ed etica in un progetto tutto italiano.

L’idea è di Martin Johnston, imprenditore inglese con base in Olanda, che ha deciso di realizzare un sogno, all’insegna del profitto, con l’ambizione di diventare leader mondiale nella categoria “New-Luxury”, ma senza perdere mai di vista tre principi chiave: qualità, tradizione e responsabilità sociale.

Dopo aver accumulato anni di esperienza ai vertici del mondo della moda, Martin Johnston ha deciso di mettere in pratica la sua idea, un binomio tanto ambizioso quanto possibile: lusso (declinato in abiti e accessori di altissima qualità e finitura, realizzati dai migliori artigiani italiani) e responsabilità sociale. 

Crafted Society nasce così, nel settembre 2015, con sede ad Amsterdam (Olanda), per progettare, produrre e distribuire linee maschili e femminili (sneakers, cappelli, sciarpe e jeans), rigorosamente “made in Italy”, puntando sull’italianità dell’intera filiera produttiva.

Con il suo primo viaggio in Italia Martin Johnston inizia a conoscere gli artigiani che stanno dietro alla realizzazione dei manufatti di grandi case di moda nazionali e internazionali, ma che rimangono completamente sconosciuti al mondo. Accanto alla loro “invisibilità” Martin individua un altro punto debole  nel sistema della moda di lusso: i sempre più frequenti tagli al personale stanno minando anche il settore del migliore artigianato, uno dei fiori all’occhiello dell’Italia. A queste criticità, l’imprenditore risponde con la sua proposta concreta: accordi commerciali trasparenti e diretti con ciascuno di questi artigiani, che, riappropriandosi del loro ruolo di protagonisti nel processo produttivo, partecipano al business di Crafted Society, con l’aggiunta della “firma” su ciascun pezzo prodotto, riconoscendo di fatto il valore dell’opera e del suo autore.  

La novità di questo modello d’impresa, che parte dall’Italia per essere poi esportato nel mondo risiede proprio nella creazione di una piattaforma per gli artigiani che ne sono partner, in un’ottica di etica e trasparenza tesa a valorizzare le micro società che hanno fatto la fortuna dei grandi marchi internazionali della moda e del lusso, per farli diventare sempre più protagonisti e rendere omaggio all’esperta manualità che si tramanda di generazione in generazione.

Perché forse qualcuno l’ha dimenticato e l’ha persino un po’ tradito, ma l’artigianato, sartoria compresa, è una forma d’arte che appartiene all’Italia da sempre e che deriva dagli antichi mestieri che si svolgevano molti anni fa nelle botteghe. Con lo sguardo sempre rivolto gli artigiani, Crafted Society concretizza la sua filosofia “lusso per bene”, donando il 5% del suo fatturato alle organizzazioni non profit italiane che condividono la sua missione siglando specifici accordi.

Nel 2017 per testimoniare la sua serietà e garantire il passaggio delle conoscenze in tema di artigianato anche alle generazioni future, Crafted Society collabora con la Fondazione Cologni di Milano, avviata più di 20 anni fa da Franco Cologni per preservare l’arte come la conosciamo, ma soprattutto sostenere il finanziamento di programmi di apprendistato con veri maestri dell’artigianato italiano (www.fondazio- necologni.it). Apprendistati che verranno accolti nelle aziende degli artigiani che hanno realizzato le collezioni di Crafted Society.

Per quanto riguarda infine la capsule collection firmata da Roger Selden, il 5% delle vendite viene destinato al progetto della onlus Inter Campus (del Football Club In- ternazionale Milano S.p.A), nell’ambito della collaborazione recentemente avviata da Crafted Society come partner del progetto “Bosnia-Erzegovina”, volto a favorire e a consolidare l’integrazione etnica e religiosa a Sarajevo e Domanovici, nei pressi di Mostar, con attività e camps all’insegna del ‘Right to Play’ per cui si batte da anni la onlus.

Penso che il lusso oggi possa diventare il vero ambasciatore dei più interessanti e autentici progetti di etica e sostenibilità – commenta Martin Johnston, sottolineando che la mission della startup è quella di diventare protagonista del “nuovo lusso” so- cialmente responsabile – Parliamo di un settore che da sempre accoglie la massima qualità in termini di materie prime e di sapienti lavorazioni, e che oggi dialoga con le nuove generazioni, spesso più interessate agli aspetti sociali e ambientali prima ancora che ai canoni estetici”.

La vendita delle collezioni di Crafted Society avviene esclusivamente attraverso l’e-commerce www.craftedsociety.com

https://www.milanoplatinum.com/crafted-society.html